mercoledì, 18 marzo 2009
Ieri ho avuto la fortuna/sfortuna di vedere un pezzo del TG, non ricordo che rete m tanto non fa differenza.
Si era in Africa ad  El Alamein di fronte ad un monumento si commemorava quella tragica battaglia in cui tanti italiani persero la vita.
Il solito Gasparri con la sua faccetta osava dire che il monimento rendava onore agli italiani che avevano perso la vita per difendere la Patria?
ma di cosa parliamo? fino a che punto può arrivare la malafede e la disinformazione?
in quegli anni i soldati italiani (non certo per loro volontà) combatterono al fianco dei nazisti e contro le nazioni democratiche. La Patria non era in pericolo, nessun egiziano voleva invadere l'Italia!
Fascisti e Nazisti erano impegnati in un gigantesco sforzo per sottomettere Liberi Popoli in Libere nazioni, per deportare Ebrei, dissidenti politici, ecc ecc
i nostri soldati sono stati fatti uccidere in nome della Dittatura e della Violenza.
La difesa della Patria è solo un inganno con il quale si vuole capolvolgere il senso della storia.
vergogna.
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categoria:riflessioni
mercoledì, 11 marzo 2009
mentre tutto il mondo va in direzione contraria al buon senso e alla logica, come spinto in un burrone, senza nessuna guida e soprattutto senza nessuna logica se non quella del 'interesse immediato, cosa ci rimane da fare se anche i riferimenti politici di sempre hanno deciso di suicidarsi inseguendo percorsi centristi filo-moderati (ma che vorrà dire poi il termine moderazione?)e perdendo di vista gli interessi reali delle persone e del mondo?
forse poche cose, piccole cose, almeno per noi stessi.

Io da un po mi sono iscritto ad un gruppo di acquisto solidali (G.A.S). una parte della mia spesa da adesso in poi proviene da agricoltura biologica e non solo, proviene da agricoltori che stanno vicino al luogo di consumo (logìca del Km zero).
mi piace devo dire. frutta, verdura, ortaggi hanno un sapore diverso, hanno un aspetto diverso. Mi sto facendo anche una cultura distinguendo da tipo a tipo di frutta, imparando a riconoscere le varie differenze, la loro storia (l'arancia "nawel" perchè si chiama cosi, cosa la differenzia da una "tarocco" o da una "vanilla").

io mangio meglio e anche i miei figli. E aiuto molti piccoli agricoltori a vivere del loro lavoro senza essere strangolati dalle logiche della grande distrubuzione che ricatta e alla fine obliga i contadini ad adeguarsi, a coltivare solo certe specie, con quelle procedure date, e con il prezzo che loro stabiliscono. Alla fine il contadine diventa solo una rotella di un vergognosco ingranaggio, uno schiavo come tanti altri.

piccoli passi si. meglio di nulla.

un sistema socio-politico-economico che di fatto ti costringe a importare pomodori dalla Cina (ti rendi conto?) o a comprare pesce inquinato (il famigerato pangasio) dla delta del Mekong è un sistema che ha fallito.
La cosidetta globalizzazione se serve per questo non nessun futuro. allora riprendiamocelo questo benedetto futuro.
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categoria:riflessioni
martedì, 10 giugno 2008

La vittima crea il suo carnefice

 
Giravi, volteggiavi attorno a me come bianca colomba

Con finto candore ostentavi improbabili virtù

Troppo urlate per essere vere

 
Con pigri e stanchi occhi ti osservavo

Rimanevo nella tua orbita solo per quella

Eterna e mai doma curiosità

Quella eterna spinta distruttiva

Che non cessa di tormentare le mie stanche membra

La mia sazia mente

 
Giravi attorno a me e porgevi il tuo bianco collo

Ansiosa di sentire il dolore lancinante dei miei denti

Impressi come marchio sulla tua carne dolente

 
Ridevo di te, senza darti soddisfazione, come belva stanca

e ferita mi voltavo dall’altra parte nel fondo della mia caverna

 
sentivo l’odore acre che il nascosto e represso desiderio crea

spandersi e colpirmi.

Quegli occhi che cercano qualcosa che nello stesso tempo negano

 

E più mi nego, più ti offri come vittima sacrificale

Dominata da ciò che neghi, che non capisci, che rifiuti

 
Ed io oggetto del tuo essere, mi presto al tuo assurdo gioco


 

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categoria:poesie, eros
lunedì, 26 maggio 2008
giorni fa su rete4 , tg, un servizio, uno dei tanti, ma che non riuscivo a capire.
Si parlava delle nave della legalità, il servizio descriveva questa nave carica di bambini che approdava la porto di palermo e anche li altri bambini, un servizio festoso, allegro, un aria priva di problemi, sembrava che questa nave portasse come per magia la legalità in terra che tutti sanno essere martoriata da problemi perenni, cronici, incancreniti. Ma nel servizio non si evidenzia nulla di questo, solo colori, mare, sorrisi, festa e tante parole vaghe.
mah....

giro canale: rete tre. Tg. stesso servizio. ma solo adesso capisco il senso delle cose.

quelal nave, la nave della legalità era li per dare testimonianza di due "santi laici": Falcone e Borsellino. la nave erali per commerare la loro scomparsa , era un anniversario della loro strage, serviva per dare un senso a chi ha combattuto la MAFIA e la POLITICA connessa alla MAFIA.

ma tutto questo nel servizio di emilio fede era sparito, cosa strana! fors eperchè nel partito del suo editore ci sono personaggi illustri in odore di mafia? o perchè anche il suo editore all inizio della sua carriera di miliardario aveva qualcosa di "oscuro" da nascondere?

Questa è un altra perla di Democrazia, come sia possibile addomesticare le informazioni fino a farle sparire, confonderle, violentarle

in altre parole come si manipola il consenso della gente. per mesi, anni, decenni.
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categoria:ridere
martedì, 29 aprile 2008
viviamo in una vera democrazia? quali sono i suoi tratti salienti?
in questi giorni abbiamo visto come sono state date, diffuse, enfatizzate notizie di stupri, violenze e altri reati contro la persona; in Tv fa molto scalpore, il tono della voce, le immagini che rimandano all'accaduto, la visione del posto in cui si è compiuto il misfatto. Tutto concorre ad immergerci nel fatto a condividere il dramma, ad indignarci! E tutta questa tracimazione emotiva, può essere raccolta e canalizzata per scopi politici, no?
Ma come si fa? Semplice. basta avere il controllo, (diretto o indiretto) della maggior parte dei mezzi di informazione e pompare la notizia e alla fine fare due + due, questi sono i fatti, quelli sono i colpevoli: PUNITELI!
alla fine la politica è solo un grande uso di figure retoriche e di gestione delle pulsioni, la massa non pensa con la testa ma con la pancia.

se pensasse con la testa si sarebbe informata e avrebbe scoperto che a roma si sono stati circa 300 stupri mentre a milano 500! però su tutti i giornali Roma era il ricettacolo di tutti i vizi e Milano era virtuosa: quindi il sindaco di milano era da encomiare e quello di roma da condannare.

se il sindaco dovesse essere punito per le violenze fatte sul suo territorio, la Moratti doveva stare dietro la sbarre (paradossale no?), eppure nessun gionale ne ha dato notizia.

E lo stesso vale per tutti i grandi comuni.

quindi la divisione dei poteri , soprattuto quello politico da quello dell'informazione. ma nel nostro caso sono COINCIDENTI.
 
Vogliamo scommttere che adesso dalla totalità dei tg spariranno strupri e violenze e mondezza?
occhio non vede , cuore non duole. la massa in fondo è stupida, la massa vuole essere solo tranquillizzata, non vuole cattive notizie, vuole sentire cose belle, piacevoli, vuole che qualcuno si prenda cura di lei (come i bambini) o al massimo che qualcuno la prenda per il culo.
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categoria:riflessioni
giovedì, 03 aprile 2008

È stato rapido, improvviso, come un fiume in piena, che ingrossa man mano e poi straripa dagli argini, come una cascata che irrompe.

Cosi è stata. Era tutto cosi strano, anche vederla uscire dalla sua casetta, in una tranquilla mattinata, nella placida addormentata cittadina di mare.

Mi venne incontro sorridente, la vedevo senza dubbi, senza timori. Il suo volto per la prima volta, leggermente differente che nella foto, piccole pieghe del tempo e della vita, un volto luminoso, forte, e lei piccola, magra, uno scricciolo dentro una giacchetta morbida.

Un abbraccio veloce senza dubbi, di chi ha già deciso.

Ho sempre amato le case di mare, anche in inverno comunicano una sensazione di diverso, di non comune come se in quei posti ci fosse sempre una possibilità di fare “altro”.

La casa era carina, ma fredda. Non possiamo fare a meno di stare abbracciati, mi mostra casa veloce ma sono già dentro le sue braccia? Cosa dice il galateo in questi casi? Non è bello buttarsi cosi addosso no? La bacio lo stesso, la tocco e lei ricambia, e di colpo sento che inarca i reni per sentirmi meglio, mi vuole, è sicuro. Il lembo del perizoma esce fuori , lo prendo e lo tiro a me, il filo si conficco nella sua fica. Lei come scossa da una corrente elettrica, trema e ansima, ci troviamo sbattuti sul un mobile, io in piedi e lei in alto sul mobile con le cosce strette a me.

Forse una pausa è meglio? Un caffe fuori e poi torniamo dentro? “No” dice lei ansimando, “stiamo qui” e mi bacia.+

in due sedere

Un po sadicamente rilancio il gioco, cosi in fretta mi spiazza, allora la tocco, la palpo bene, ha un corpo sottile ma sodo, sente ogni mio tocco, le mie dita sono vicine alla sua fica, serra i denti forte, è una donna passionale e vorace e sento tutto la sua energia contro di me.

Ormai mi ha preso, accetto, e andiamo nella camera da letto, uno stereo manda musica house a tutto volume , la sento appena, come un ritmo mantrico che entra in me.

Senza fretta ci spogliamo, il suo corpo si manifesta piano piano, flessuoso come un giunco, sodo, scattante, ci troviamo nudi sotto le coperte e ci abbracciamo forti. La trovo molto dolce, ci baciamo come animali curiosi, annusandoci, leccando bene l’un l’altro. Baci sulla bocca, sui piccoli seni attendono la loro parte, sulla pelle della pancia cosi piatta e stretta.

Le mani la esplorano arrivando dentro la fica, bagnata come un lago, intrisa di umori…ha un buon sapore , intingo le mani e ne bevo, e faccio bere a lei.

Se chiudo gli occhi ricordo solo belle impressioni,. Ricordo il suo volto contratto dal piacere e sconvolto dal dolore di un piacere che tarda a montare e che la devasta senza pietà e poi l’urlo liberatorio, un corpo tremante.

Ricordo un corpo immenso nella sua bellezza, messo a novanta gradi, e li , nella pecorina che la sua bellezza risplendeva come mai…dolce e selvaggia, la mia puttana, cagna in calore come poche.

presa

Una schiena vellutata impreziosita dai tatuaggi e un culo duro come il marmo. Duro e pronto a ricevere sculacciate e colorarsi di rosso.

Conservo questa immagine in me, il suo culo violato dal cuoio della mia cinta che si infrange sulla banca pelle. Come era candida e gioiosa nel provare anche giochi che non appartenevano al suo DNA, cosi amante della vita da dare lei fiducia e darla a me, cosi che si consegnò a me totalmente e quella mattina fu mia.

Senza confini e paure, lei voleva vivere la vita cogliendo il presente, ora e qui, senza passato e futuro, sospesa nel tempo.

scul7

Ci rivestimmo come se ci fossimo conosciuti da anni, e come una coppia consolidata andammo in un bar. Parole su parole svelarono la sua vita, e man mano che lei parlava il mio quadro era sempre piu preciso, una donna decisa, forte fino al confine tra egoismo e ragione, scelte sofferte ma consapevoli, lucide.

Ci lasciammo e vidi nei suoi occhi la traccia di un Addio. Non me lo disse, ma lo sentii, un brivido lungo la schiena. Il suo simbolo era la farfalla, libera senza gabbie, un altro fiore l’avrebbe attesa?

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categoria:racconti, immagini-eros
martedì, 11 marzo 2008

come possono ingannare le apparenze e le prime impressioni

a volte il nostro intuito non arriva e solo una seconda lettura riesce a svelare mondi inattesi

la prima volta che avevo sentito la canzone di “ricarico” io sono Francesco mi aveva dato l’impressione di una canzoncina leggere, simpatica, divertente, quasi per bambini se non fosse per il primo ritornello “puttana la maestra, puttana la maestra”

 

al festival lo rivedo, questo ricarico, dimesso, quasi spento, occhio depresso e canta una canzone, in modo stonato, anche lui era stonato rispetto al festival, sembrava un corpo estraneo, non mi piacque. la trovavo moscia…

 

poi piano piano la risentii alla radio, e qui avvenne qualcosa,  sentii che nei suoi versi sussurrati quasi con stanchezza comunicava tutto il suo dolore, la sua sofferenza che solo apparentemente era addomesticata dal ritmo infantile e dalla melodia aperta.

 

usa le dissonanze, voce quasi inespressiva, ritmi divertenti e contenuto che arriva come una mazza e ti sfonda le viscere. dolore assordante.

l’arte come terapia.

 

 

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categoria:riflessioni
venerdì, 22 febbraio 2008


LA SCULACCIATA
Sculacciate e frustate sulle natiche hanno una lunga storia nei rapporti sadomasochistici.
La storia della sculacciata come gioco erotico nasce sicuramente con la progressiva consapevolezza femminile (limitata ad alcune specialissime donne, e' chiaro) di voglie e fantasie erotiche molto prossime a quelle correzioni che realmente ma non certo volontariamente venivano subite da larghe fasce della popolazione.
Essere frustate sul sedere, ricevere gli stessi colpi degli schiavi e degli alunni indisciplinati, oppure, essere sculacciate.
La sculacciata della mano nuda sui glutei sembra iniziare la sua vera storia - storia sociale, cioe', di pratica disciplinare e gioco erotico -, nel Settecento.
Nel 1786, Lady Henriette P. Montague scrive nel suo diario come dovrebbe comportarsi l'amante ideale: "Sollecito e comprensivo, ma non eccessivamente perspicace. Detesterei un uomo con sensibilita' femminile, quel modo di indagare nei pensieri che fa sentire l'indagato colpevole anche se non lo e', bugiardo anche se sta recitando un versetto della Bibbia. Le punizioni dovrebbero avvenire invece per cause futili e sciocche, ed essere comminate dall'uomo sulla donna che ama con sguardo enfaticamente burbero - che la donna fingerà di prendere sul serio, naturalmente - e mano leggera. Una sculacciata può essere molto divertente e anche straordinariamente eccitante, se data e ricevuta con queste premesse."
Chi abbia l'idea di un Settecento tutto trine e merletti, contrapposto a un Ottocento sessualmente tanto piu' morboso quanto piu' sessuofobico, sara' sorpreso di apprendere che le piu' crudeli e perverse fustigazioni a scopo disciplinare appartengono a questo secolo illuminista e frivolo.
Nel 1760 esce un opuscolo, firmato Rodez, destinato ad avere presto una vasta eco. Il titolo e' "Memorie storiche sull'orbilianismo e sulle correzioni dei gesuiti", e l'argomento sono i supplizi inflitti da questi rigorosi insegnanti ai loro discepoli.
Orbilianismo, smania di frustare gli allievi; da Orbilius Plagosus, maestro di scuola terribile menzionato da Orazio, che sottoponeva implacabilmente i ragazzi alla cura dello staffile.
Nell'opuscolo viene descritto dettagliatamente il sistema: in ogni collegio di gesuiti esisteva un padre correttore specialista in disciplina, che eseguiva le correzioni stabilite dai padri insegnanti. I trasgressori subivano la pena pubblicamente, curvati sopra un banco o su un inginocchiatoio. Non dovevano gridare pena la moltiplicazione dei colpi.
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categoria:eros, bdsm/sm, immagini-sm
mercoledì, 13 febbraio 2008

Non è mai stato il mio forte riconoscere volti delle persona conosciute, non sono fisionomista, anzi forse ho il difetto opposto, vedo il volto della persona ma è come se ci fosse un velo tra me e lui,

e questo velo cade solo quando la persona si palesa, allora e solo allora, come in un flash la “riconosco”. Questo avviene per le prime volte, poi  volto la memoria lo incamera e lo fissa in modo stabile (altrimenti sarei un caso clinico..)

 

Ma sarà per questo allora che sono già due volte non riconosco quel volto? E’ successo due volte di seguito, entravo nella sala dove i pazienti mangiano, mi guardo attorno per riconoscere quel volto che mi è stato tanto e troppo familiare, quel volto che me in un antico passato ha rappresentato tutto il male possibile, quel volto si, dietro al quale c’era Lui: Solo dopo anni e anni ha rappresentato qualcosa di sereno, di normale, qualcosa di comunque necessario.

 

Sono entrato e ho guardato ogni volto, uno dietro l’altro, volti scavati, volti rotondi, volti cosi….

E in tutti quei volti la stessa espressione persa, di muta sofferenza e rassegnazione.

 

Guardavo e mi stupivo di non vederlo, di non trovarlo li, eppure è l’ora del pranzo, deve stare qui!

Solo dopo aver chiesto ad una operatrice, che puntò il dito anch’essa sorpresa del mio disagio verso una sagoma rannicchiata in una sedia, solo allora, lo vidi, era li, dove il mio volto era passato altre dieci volte senza riconoscere nulla: come un tempo. forse più di un tempo.

Non lo vedevo o non lo volevo vedere in quello stato, su quella poltroncina. Non era una immagine che volevo vedere.

 

Pallido, rassegnato, in balia di un male oscuro che giorno dopo giorno si prende la sua parte, e dolcemente ha la meglio, sembra quasi non soffrire, ma non so se è vero.

Indifeso, ha un sorriso gentile, quasi come a scusarsi del suo stato, non chiede più nulla, parla di cose che non sa, parole che escono e sembrano lontane, cosi lontane.

Solo dai lampi degli occhi riconosco quello che resta della sua consapevolezza, gli tocco la spalla, una coscia, gli parlo del perché si trovi li, del motivo, sono solo due mesi, poi torni a casa.

Lui sorride. Molti diventano violenti. Mi aspettavo cosi da lui, stante la sua vita passata.

Si è arreso, dolcemente.

Qualcuno che conosco si stupisce della mia calma, della mia “freddezza”, dicono che loro al posto mio piangerebbero, urlerebbero.

Io i lampi del mio dolore li ho soffocati quando sono apparsi e subito dopo ho provato a metabolizzarli, la vita è cosi, mi dico, non può che essere cosi, fatalismo….? Ciclo delle cose, ciclo della vita, che si può dire di più?

Ci penso a Lui, ma penso anche ad altro, alla mia vita, i miei figli…vado avanti…..

Forse mi difende quel velo che mi fa vedere le cose e le persone ma non riconoscerle

Vado via mentre mi guardi…come se mi dovessi seguire, dal lampo degli occhi una muta richiesta che non posso afferrare: adesso vai, vai con l’infermiera Papà….

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categoria:riflessioni
martedì, 18 dicembre 2007
pregare non è il mio forte,
l'atto della preghiera richiede una fede incondizionata (e non he ho), richiede la convinzione che gli Dei (o Dio) stiano affacciati a monitorare i nostri comporamenti e ogni tanto provvedono di persona; anche qui mi risulta strano pensare che Giove, Minerva, Allah o chi per loro non abbiano altro da fare; questo avveniva secoli fa quando Giove, maiale com'era, si travestiva (primo travesta della storia) da Cigno o da Toro!!! per trombarsi qualche bella terrestre (e la terrestre tutta tranquilla si faceva trombare da un Cigno o da un Toro, sigh oggi invece le nostre donne per aprire le cosce ci fanno tirare il collo...ma per favore, torniamo alla civiltà pagana, senza se e senza ma!
o richiede la convinzione di essere alla merce della vita cosi che la sola speranza sia quella di affidarsi ad un entità suprema alla quale rimettere le nostre umane debolezze, come un figlio si rimette al padre; ma anche questo io non ho, il mio orgoglio e la mia incapacità di affidarmi ad alcuno mi impedisce questa scappatoia (furba quanto ingenua) verso la tranquillità e le serenità.
o richiede di essere alla strette. di stare in pericolo, di essere angosciati, in questo stato si, anche io pregherei, perchè sarebbe la sola via di uscita da una condizione insopportabile che può schiantare ogni essere umano. ma per fortuna simili situazioni sono rare. 
 
quindi non prego.
 
ma pensieri verso persone care ne faccio anche io, a volte mi capita, nelle situazioni più strane, senza un motivo, forse un alito di nostalgia, un momento di malinconia, nel quale la tensione del vivere si allenta e allora, solo allora, le persone care della nostra vita vengono a trovarci, ci allietano, danno noi il senso di aver vissuto bene. allora io le penso, ma non per paura, forse solo per amore
postato da: robydeville alle ore 08:05 | Permalink | commenti (7)
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